Il vino

Chi beve del buon vino, ha dei momenti da condividere.

Piccole cantine, produttori senza cravatta, mani capaci di intendersi coi vigneti; ci interessa tutto ciò che sta lontano dagli scaffali affollati e dalle grandi fiere del gusto retrofinto.

Perchè noi il vino lo beviamo da sempre, gustandone la poesia senza bisogno della Treccani, e così continueremo a fare fino a che saremo troppo vecchi anche per reggere il bicchiere, e toccherà attaccarci alla damigiana con la flebo...

Ci stuzzica la storia dei vini e dei vignaioli che scegliamo, ci interessano vini prodotti con metodo naturale, artigianali, piccole produzioni locali e indipendenti, fuori dai circuiti di tendenza.
Ci piacciono gli enodissidenti e i gastroribelli di Critical wine, Officina enoica, La terra trema, Vinissage.

Dall’utopia possibile di Valli Unite alla cantina-garage di Andrea Tirelli, dalla convivialità della barbera Asinoi di Carussin al timorasso Selvaggio della Vecchia Posta. Un viaggio alla scoperta dell'autenticità.

 

Il vino è sovversivo
in virtù del suo essere testimonianza di varietà e differenza
in un epoca di omologazione globalizzante, come lo è nella sua dimensione di racconto della terra;

è dissidente
quando è espressione di una filosofia produttiva o di un approccio commerciale non piegato alle esigenze del marketing, quando rifiuta il ruolo di status symbol che molti vorrebbero attribuirgli;

è ribelle
perchè è concepito in aperta e dichiarata contrapposizione con mode e tendenze,
per l'ostinazione contadina che lo contraddistingue o semplicemente perchè è il vignaiolo ad esserlo.

Marco Arturi

 Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere.

Charles Baudelaire

E voi dove vi piace andate, acque turbamento del vino,
andate pure dagli astemi: qui c’è il fuoco di Bacco.

Gaio Valerio Catullo

Il vino è un pretesto per dire noi

Marco Arturi

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