Brassens nous parle de

teatro
Data: Dom 16 Giu 21:30

Luogo: sala Teatro

con Francesco Lucat.

"Je suis anarchiste au point de toujours traverser dans les clous afin de n'avoir pas à discuter avec la maréchaussée."

Un incontro con Georges Brassens e le sue canzoni.
Messe in scena da un musicista valdostano e il suo pianoforte.

A quasi quarant' anni dal giorno in cui se n è andato a "conter fleurettes au belles âmes des damnèes", a cercar di sedurre le anime belle delle dannate, la fama e la memoria di Georges Brassens non accennano ad impallidire. Le sue canzoni non solo vengono riproposte da numerosi cantanti, ma sono oggetto di studio e di analisi a livello universitario, sia per il loro valore poetico, che per la raffinatezza linguistica.
Se si batte "Georges" su un qualsiasi motore di ricerca, il nome di Brassens compare in alto nella lista, associato a quello di Bizet, Simenon, Braque. I contatti relativi sono quasi dieci milioni.

E' considerato il principale artefice della rinascita della canzone francese e ben prima che nascesse il neologismo, ha incarnato la figura del cantautore.
La sua influenza, in Italia è stata enorme. Sono debitori in qualche misura a Brassens tutti i grandi cantautori nostrani. Non solo De Andrè, che, senza mezzi termini, parla di lui come del suo "Maitre à penser", ma anche i "genovesi", Paoli in testa, hanno, in qualche misura, tratto ispirazione dalle sue canzoni e dal suo modo essenziale di proporle.
L' interesse, chez nous per Brassens è ben testimoniato dal numero di coloro che si sono cimentati nel cercare di tradurre le sue canzoni. Sul sito "Il Deposito" sono sedici i nominativi dei traduttori di Brassens in italiano. Spicca, ovviamente Fabrizio De Andrè, ma anche Paolo Capodacqua e Beppe Chierici sono nella lista, insieme a Fausto Amodei e Nanni Svampa, i quali hanno impiegato anche il dialetto, il piemontese ed il milanese, per avvicinare Brassens al pubblico italiano.

In particolare Nanni Svampa ha tradotto numerosissime canzoni ed è stato capace di ricreare nelle periferie milanesi lo spirito della provincia francese tipico di Brassens.
Ci paiono delle ottime ragioni per riproporre un grande chansonnier, considerato da numerosi critici, non a torto, uno dei più grandi poeti francesi del XX secolo.

 

 

 

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