Ogni luogo è Taksim

cultura
Data: Mer 24 Ott 21:30

Luogo: sala Teatro

presentazione del libro di Deniz Yucel e intervista al giornalista Murat Cinar.


Raccontare i luoghi della Turchia e in particolare di Istanbul significa ripercorrere lo stravolgimento fisico imposto dalla gentrificazione e dalla speculazione edilizia alle città, ai quartieri, ai luoghi simbolo di un paese plasmato a misura degli enormi interessi economici che sorreggono il ‘miracolo turco’.
La cementificazione, la politica delle grandi opere costosissime, spesso inutili e dannose per l’ambiente, hanno fatto la fortuna di Erdogan e del suo partito.

I giornalisti che cercano di portare alla luce gli intrecci micidiali tra economia, bolla immobiliare, potere politico e religione, rischiano grosso.
Perchè la Turchia è quel paese in cui i giornalisti scomodi finiscono in galera, in esilio o sono assassinati, ma dove i media compiacenti, controllati da grandi holding legate a doppio filo al regime, fanno a gara a compiacere il sultano Erdogan e la sua corte a colpi di campagne stampa organizzate ad hoc.

La storia di “Occupy Gezi”è la storia-simbolo di un piccolo movimento di protesta, partito con una mobilitazione contro l’abbattimento degli alberi di un parco, che in pochi giorni si tramutò in una gigantesca ribellione contro il regime fondamentalista e nazionalista di Erdogan.
Un seme, come altri nel mondo, ovunque Davide decide di sfidare Golia.

Ne parliamo con Murat Cinar, giornalista, blogger e attivista sociale in bilico tra Italia e Turchia, che di Ogni luogo è Taksim ha scritto la postfazione e che da anni si occupa della situazione attuale politica ed economica in Turchia, oltre che di questioni legate all'immigrazione siriana/irakena.

 

 

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