Donne pirata e piratesse donnaiole

Esattamente come gli affari, le arti e la politica, anche la pirateria nel diciottesimo secolo era un lavoro riservato agli uomini.

Se volevano intraprendere la carriera piratesca, le donne dovevano necessariamente travestirsi da uomini e come tali comportarsi: combattere, bere e bestemmiare.

D’altronde le donne sulle navi sarebbero state fonte di litigi tra i marinai, quindi non restava altra scelta...

Una delle prime donne pirata fu Alvida, una vichinga che, per fuggire dallo spasimante Alf, figlio del re di Danimarca, comandò una nave con un equipaggio formato da giovani donne pirata, razziando in lungo e in largo le coste del Mar Baltico.

Grace O’Malley, irlandese nata nel 1530 , quando a vent'anni rimase vedova del primo marito prese il comando della flotta paterna, attaccando i porti irlandesi controllati da altri clan o dai governatori inglesi. E’ tuttora ricordata in Irlanda come un’eroina della lotta contro la dominazione inglese.

La piratessa più stupefacente della storia è senza dubbio Cheng I Sao “la moglie di Cheng I”, una Cantonese che alla morte del marito pirata, agli inizi del 1800, assunse il comando di una flotta che divenne il terrore del Mar Cinese meridionale: 200 giunche oceaniche, ognuna con venti-trenta cannoni e circa 400 uomini, 700 imbarcazioni costiere da 12 - 20 cannoni ed equipaggi fino a 200 pirati, più decine di giunche fluviali con alcune decine di uomini. Sconfisse più volte le autorità cinesi che tentavano con ogni mezzo di stroncare le sue scorribande: alla fine del 1808, la marina Imperiale aveva perso sessantatre navi.
Fu necessario l'intervento di navi da guerra inglesi e portoghesi per “calmare” la signora Cheng I Sao ed aprire con lei delle trattative: l’amnistia in cambio della consegna delle navi e delle armi, consentendo ai pirati di conservare il bottino.

La signora si ritirò a Canton, dove morì a sessantanove anni.
Era stata per tre anni alla guida della più grande comunità di pirati della storia.


Le due donne pirata più famose furono invece Anne Bonny e Mary Read.

Anne, nata in Irlanda verso la fine del 1600, viene descritta come un "ragazzaccio" tredicenne con i capelli corti rossi, il viso sporco e i capelli perennemente a brandelli. Dotata di carattere fiero e coraggioso, prima ancora di abbandonare la vita borghese cui sembrava destinata, aveva mostrato al mondo ciò di cui era capace: in occasione di un tentativo di violenza carnale da parte di un giovane, reagì rendendolo inabile per un tempo considerevole.
Si diceva che avesse ucciso la propria cameriera con un coltello da cucina, ma se questa può essere solo una diceria, vera fu la rissa in cui, a 18 anni, respinse a sediate un pretendente troppo insistente.
Protagonista di svariate vicende sentimentali che la videro al fianco di parecchi pirati famosi dell'epoca, Anne organizzò la sua prima azione di pirateria con il suo migliore amico Pierre Bosket, un pirata omosessuale che gestiva un negozio di abiti da lui disegnati e di acconciature. Insieme rubarono un'imbarcazione per assaltare la nave di un mercante francese.

Abile nel tiro con la pistola e nell'uso dello stocco, Anne fu subito considerata pericolosa e coraggiosa al pari di ogni altro uomo della ciurma. Sulla nave sparò ad un marinaio di cui non gradiva le attenzioni, e divenne presto comandante in seconda di Calico Jack.

Nel corso di un abbordaggio, Anne Bonny incontrò un giorno Mary Read. Le due donne pirate divennero subito molto amiche. Mary Read inizialmente si finse un uomo, "Mark" Read, e siccome le due donne dividevano la stanza, fu considerato come nuovo amante di Anne, il che provocò l'ira e la gelosia di Calico Jack. Che fece irruzione nella cabina con lo scopo di tagliare la gola all'intruso e scoprì Mary, seminuda, a letto con Anne. Fu così che gli altri componenti della ciurma scoprirono il vero sesso di Mary Read.

Anne, Mary e Calico presero il comando di una seconda nave e le loro azioni di pirateria furono innumerevoli, fino alla cattura. Il processo delle due donne si tenne il 28 novembre del 1720, a St. Jago de la Vega, in Giamaica. Mary ed Anne, come il resto dei pirati, furono condannate all'impiccagione ma poiché entrambe dichiararono di essere incinte la loro esecuzione venne rinviata. All'epoca occorreva per legge attendere che una donna incinta condannata a morte partorisse: si capisce quindi perché le due pirate sostenessero di essere incinte, ma nessuna delle due mise al mondo un bambino.
Mary morì di febbre in carcere, mentre di Anne non ci sono notizie attendibili né di un suo rilascio né di una sua esecuzione.

Le sue tracce si perdono nelle speculazioni di alcuni e nelle supposizioni di altri; ciò che è certo è che la sua figura, debitamente edulcorata e strettamente "eterosessualizzata" divenne un personaggio popolare della letteratura inglese per l'infanzia dei secoli successivi.

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